mercoledì 4 febbraio 2009

Istituzioni al macero 2: Maroni

Vi pare normale che un ministro, Maroni, usi il suo ruolo per fare propaganda a scopo elettorale a 4 mesi dalle prossime elezioni?
Prima la storia dei bambini rapiti per estirpargli gli organi, poi questa che con i clandestini bisogna essere “cattivi”.
Allora, le istituzioni non devono essere buone o cattive, ma giuste. Magari applicare la legge con durezza, ma in modo giusto. E basta.
Non è come quando sei sul Po coi tuoi amici e spari balle a raffica in una bella gara con Bossi e Borghezio.
Se sei un ministro, “dobbiamo essere cattivi” sembra (o magari è) un incitamento alla violenza della Polizia (sono i sottoposti del ministro Maroni) e di tutti i cittadini.
E mancano ancora 4 mesi, chissà quante altre ne dovremo sentire…

Istituzioni al macero: Berlusconi alla sarda

A me sembra poco normale che il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani (l’ha detto lui) partecipi attivamente alla campagna elettorale in Sardegna.
Sembra ancora meno normale che le interviste al Presidente del Consiglio sulla crisi, l’Italia, il mondo, siano intervallate da spot pubblicitari tipo "Soru è un fallito come imprenditore, un fallito come politico e un fallito come governatore".
Tralascio i particolari sulle spese per la campagna elettorale del Berlusca pagate dall’istituzione che rappresenta (immaginate i costi di aerei, scorta, seguito, ecc.). Ma d’altronde lui è abituato così, e in Sardegna ha interessi da difendere…
Chi ne esce peggio è il candidato ombra (cioè quello vero) tale Ugo Cappellacci ormai chiamato "Ugo-dì-qualcosa-anche-tu". O forse no, chi ne esce peggio sono le istituzioni.
Intanto il Profeta Sardo d’Azione va avanti per la sua strada, schivando con cura le polemiche che sono il pane del Berlusca. Date un’occhiata al suo sito.
Tieni duro Soru.

Eluana: strane sintonie

La storia, forse, sta per finire.
Ho già scritto del fastidio che provo verso i molti pontificano su questa vicenda: dai moderni inquisitori della chiesa, ai miserrimi politici che cercano solo un’altra occasione per presentarsi davanti a una telecamera, fino ai giornalisti ipocriti, che fanno finta di invocare “Silenzio!” urlandolo in prima pagina, a caratteri cubitali.
Però qualcuno ha avuto anche comportamenti apprezzabili, ad esempio quelli che in silenzio sono stati davvero, e alcuni hanno anche detto cose diverse, con toni diversi: tra questi il medico che ha preso in consegna il corpo di Eluana, Giuliano Ferrara (una volta tanto non sopra le righe) e Gianfranco Fini, che ha espresso con chiarezza e semplicità i suoi dubbi. Negli ultimi tempi spesso mi ritrovo ad apprezzare Fini (è migliorato lui? Emerge solo perché sono peggiori gli altri? Sono cambiato io? Mah!). Un tempo sarebbe stato motivo di preoccupazione.
Una voce con la quale su questa storia sono in completa sintonia è quella di Adriano Sofri. Da non perdere il suo articolo di oggi.

lunedì 2 febbraio 2009

Neve again

Ancora un bel panorama bianco della città questa mattina.
Non c’è paragone con quella dell’Epifania, questa è molto meno, è più bagnata e durerà meno (forse) ma l’immagine è bella ugualmente e dopo tutta questa Biancaneve adesso dovrebbero cominciare a venire fuori i nanetti…
L’aspetto negativo è che ho dovuto lasciare a casa la bici, mentre sono impegnato a tenere d’occhio i nuovi parcheggi delle bici BikeMI (ATM – Comune), quelle della foto. Ne parleremo.
In compenso ha passato una mezz’ora sul tram n. 9, più multietnico che mai, ascoltando chiacchiere sparse e telefonate.
Mi pare che la neve faccia stare la gente più allegra e rilassata (forse sanno di non avere problemi se arrivano in ritardo).
Di sicuro forse mette allegria a me.

Allarme sicurezza a tutti i costi: se ci fosse ancora qualche dubbio…

Ci risiamo: stupri, rapine, pedofili, baby gang, traffici di organi, una bella dose di immigrati (clandestini o meno) ed ecco pronta un’altra settimana di polpettoni sulla sicurezza a turbare le notti del pubblico, ansioso di essere rassicurato dalle balle del ministro di turno.

Maroni ha pensato di buttare lì la storia del traffico di organi: fa niente se non ha fornito uno straccio di dato, pazienza se, caso mai fosse vero, sarebbe tenuto a dirci come lo risolve, il problema…intanto lui butta lì la pastura, i pesci (i media) non mancano.
Alla Mussolini non sembra vero di poter dire la sua e tornare gloriosamente in prima pagina. Di recente, per togliersi di dosso un po’ di muffa (è archiviata in una fantomatica “Commissione Infanzia” del Parlamento), aveva anche pensato bene di rompere i maroni (non quello di prima) a Gino Paoli per il testo di una canzone.

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi su come va il sistema dei massmedia dia un’occhiata qui. Più chiaro di così!

venerdì 30 gennaio 2009

Internet: i numeri di Brunetta - 2

Anche Mochi Sismondi sul ForumPA, commentando il piano e-gov di Brunetta, ha fatto caso alla bufala “…solo il 17% delle famiglie italiane usa Internet…”. Anche lui sottolinea il fatto che è un errore e cita il dato, più verosimile, del 42% delle famiglie italiane in rete secondo l'indagine Eurostat (ufficio statistica dell’Unione Europea) dello scorso dicembre.
Non siamo la Svezia o il Canada, ma c'è una bella differenza!
Intanto però tutti hanno parlato di questo 17% e nessuno si è sognato di correggerlo, men che meno la nostra seconda Brunetta preferita (la prima resterà per sempre quella dei “Ricchi e Poveri”).
Avanti così.

lunedì 26 gennaio 2009

Internet: i numeri di Brunetta

Brunetta ha presentato in pompa magna il suo “Piano E-Gov 2012”.
Tutti i ministri dei precedenti governi hanno presentato in pompa magna il loro Piano E-Gov, e lui non è certo da meno.
Sollecitato anche dal blog di Mantellini ho dato un’occhiata al Piano E-Gov 2012, un documento di 70 pagine.
Mi pare fatto piuttosto male, con dati disomogenei e su argomenti diversi. Faccio alcuni esempi perché ci sono alcune cose, anzi più di alcune, che proprio non convincono:
I media battono sul dato, riportato a pagina 5, che solo il 17% delle famiglie italiane usa Internet, contro una media EU del 32%.
A pagina 9 si fa una comparazione tra Italia e Germania. Le famiglie italiane con connessione Internet salgono a circa il 42%.
A Pagina 22 invece le famiglie connesse a banda larga sembrano essere circa il 25%.
Per capire qualcosa su dati regionali bisogna cercare di interpretare la tabella di pagina 11, io non ci sono riuscito.
A pagina 15 ci sono comparazioni tra paesi europei, ma non si capisce di cosa si stia parlando. C’è anche scritto che “…L’Italia si posiziona a 27, leggermente al di sopra del valore medio dell’Europa che che è a 76…” (il che che è nel testo).
A pagina 18 c’è una tabella che ci racconta degli “…Individui (%) che hanno usato internet per la
ricerca di lavoro nel 2007 in aziende sopra i 10 addetti che usano internet per la formazione.” Ma cosa vuol dire?
Mi domando: che cosa hanno messo insieme? Non dico il miniministro, ma possibile che nessuno dei fannulloni che girano per il ministero abbia avuto il tempo di rileggerlo?
Non mi soffermo neanche sulle paginate di promesse su piani pluriennali (di buoni propositi ne ho visti abbastanza, e da troppi anni aspetto i fatti), ma se cominciamo con report di questo genere stiamo freschi.