Stamattina dopo belle giornate di sole il cielo era cupo. Presagio di una brutta giornata politica, che si è manifestata con la bocciatura dei referendum sulla legge elettorale e con il salvataggio di Cosentino dall’arresto da parte della Camera.
Il governo “che non è quello che vorrei ma è il migliore possibile” sta facendo il suo: sobrietà, autorevolezza internazionale, azioni concrete sull’evasione fiscale (Cortina), sulla moralità (opportune dimissioni di un ministro), sul piano della comunicazione.
Ma gli apparati (Corte Costituzionale) e i partiti non si muovono di un millimetro.
La storia sembra passare loro accanto come un film da guardare distrattamente.
Non è così: sono loro a vivere in un film, di quelli vecchi e brutti, rivisti mille volte, ma un film che durerà ancora a lungo.
Spero che nessuno si illuda che i partiti, tutti, si impegnino per fare una nuova legge elettorale.
Non lo faranno perché in fondo questa schifezza va bene agli apparati, tutti, che così potranno designare i futuri deputati e senatori scegliendo tra i più fedeli.
Temo ci aspetti quindi un altro pessimo Parlamento con tanti altri Cosentino, o qualche sorpresa tipo “golpe tecnocratico” travestito da emergenza istituzionale.
Non so quale delle due alternativa sia peggio.
Di sicuro ci aspetta un cammino ancora lungo e faticoso verso una democrazia compiuta.
Amen e tirem innanz.
giovedì 12 gennaio 2012
lunedì 21 novembre 2011
Crisi della democrazia, crisi della rappresentanza. E noi?
Non mi preoccupano degli strepiti sul “golpe” leghisti o degli ultimi ultras berlusconiani, né i riferimenti a nuovi complotti plutocratici (cos’era il berlusconismo appena finito?) o giudaici. Non è questo. E’ la crisi del modello di democrazia fondato sui partiti, del sistema della rappresentanza politica, della sua efficacia nel nostro tempo.
Ci penso spesso, perché mi mette sempre a disagio vedere un problema e non avere idee di soluzione, mi dà fastidio non avere risposte. E questo è il caso.
Vedo che anche Wittgenstein (Luca Sofri) si pone il problema.
Sull’esito di tale situazione oggi in Italia, ovvero il Governo Monti, la domanda che mi faccio è semplice: chi vorrei che ci fosse ora a capo del Paese? Ovvio che Monti non mi rappresenta se non per alcuni aspetti particolari, più etici che politici. Non condivido con lui formazione, cultura, idee politiche, istanze sociali.
Bene, allora chi altri vorrei al suo posto? Nessuno, non trovo nessun altro.
Anche su questo qualcuno sta ragionando, ad esempio Paterlini, su Piovono rane.
Ci penso spesso, perché mi mette sempre a disagio vedere un problema e non avere idee di soluzione, mi dà fastidio non avere risposte. E questo è il caso.
Vedo che anche Wittgenstein (Luca Sofri) si pone il problema.
Sull’esito di tale situazione oggi in Italia, ovvero il Governo Monti, la domanda che mi faccio è semplice: chi vorrei che ci fosse ora a capo del Paese? Ovvio che Monti non mi rappresenta se non per alcuni aspetti particolari, più etici che politici. Non condivido con lui formazione, cultura, idee politiche, istanze sociali.
Bene, allora chi altri vorrei al suo posto? Nessuno, non trovo nessun altro.
Anche su questo qualcuno sta ragionando, ad esempio Paterlini, su Piovono rane.
venerdì 4 novembre 2011
Ha ancora senso parlare di democrazia?
Luigi Zingales dice che l’Italia è una peggiocrazia, ed è vero che negli ultimi anni da noi è andata sempre peggio.
Ma è la democrazia stessa ad essere sempre più vuota di senso.
Il suo esercizio è lento (mentre decisioni che cambiano la vita delle persone sono prese altrove e nel tempo di un click) e locale (mentre ciò che detta le regole è la globalizzazione). Insomma, non funziona.
Il principio cardine della democrazia è l’uguaglianza, ma oggi sappiamo, ad esempio, che il debito della Grecia in fallimento è di 200 miliardi, più o meno quanto i pochissimi miliardari greci hanno nei loro conti in Svizzera. E guai a parlare di referendum (strumento di democrazia, o no?)
Per non parlare dell’assenza di alcuni requisiti della democrazia: informazione e conoscenza.
Vedo da questo articolo di Gramellini che questi dubbi cominciano ad essere piuttosto diffusi:
“…Per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di rimettere in discussione il diritto di voto. Non posso guidare un aeroplano appellandomi al principio di uguaglianza: devo prima superare un esame di volo. Perché quindi il voto, attività non meno affascinante e pericolosa, dovrebbe essere sottratta a un esame preventivo di educazione civica e di conoscenza minima della Costituzione?...”
Certo, pare un po’ eccessivo, e poi uno si deve chiedere qual è l’alternativa, ma sta di fatto che è sempre più dura difendere questa democrazia che non c’è.
Ma è la democrazia stessa ad essere sempre più vuota di senso.
Il suo esercizio è lento (mentre decisioni che cambiano la vita delle persone sono prese altrove e nel tempo di un click) e locale (mentre ciò che detta le regole è la globalizzazione). Insomma, non funziona.
Il principio cardine della democrazia è l’uguaglianza, ma oggi sappiamo, ad esempio, che il debito della Grecia in fallimento è di 200 miliardi, più o meno quanto i pochissimi miliardari greci hanno nei loro conti in Svizzera. E guai a parlare di referendum (strumento di democrazia, o no?)
Per non parlare dell’assenza di alcuni requisiti della democrazia: informazione e conoscenza.
Vedo da questo articolo di Gramellini che questi dubbi cominciano ad essere piuttosto diffusi:
“…Per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di rimettere in discussione il diritto di voto. Non posso guidare un aeroplano appellandomi al principio di uguaglianza: devo prima superare un esame di volo. Perché quindi il voto, attività non meno affascinante e pericolosa, dovrebbe essere sottratta a un esame preventivo di educazione civica e di conoscenza minima della Costituzione?...”
Certo, pare un po’ eccessivo, e poi uno si deve chiedere qual è l’alternativa, ma sta di fatto che è sempre più dura difendere questa democrazia che non c’è.
venerdì 28 ottobre 2011
Ricchi sempre più ricchi: così in USA.

Il Congresso americano ha rilasciato un rapporto che racconta l’andamento della distribuzione del reddito negli USA dal 1979 al 2007
Chi vuole approfondire trova una sintesi qui.
Questa immagine illustra la crescita del reddito netto (dopo le tasse) in questo periodo (28 anni) per classi di reddito.
Il dato più impressionante del rapporto è questo:
Per l’1% più ricco della popolazione l’incremento è stato del 275%.
Per il seguente 19% più ricco della popolazione 65%
Per il 60% di mezzo del 40%
Per il 20% più povero del 18%
Non ho notizia di simili rapporti riferiti all’Europa o all’Italia, ma ho come l’impressione che la situazione non sia molto diversa.
Invertire questo trend è già mezzo programma di governo.
giovedì 27 ottobre 2011
Sapersi comportare nello stallo
Sul futuro del governo è stallo, l’abbiamo già detto e ridetto, ma c’è modo e modo anche di stare i questo vuoto pneumatico.
Tra le opposizioni c’è chi vorrebbe elezioni subito e chi un governo istituzionale,
Io, ad esempio, sto coi secondi, anche perchè aver raccolto un milione e duecentomila firme per cambiare la legge elettorale, e poi dire che bisogna andare a votare comunque con questa, mi pare assurdo e poco rispettoso.
In ogni caso, come dice bene oggi Menichini sul Post, non c’è nulla che si possa fare, ora, per spingere il quadro politico verso una o l’altra delle due direzioni.
Allora, dico, non sarebbe meglio, per il Pd, invece di rilasciare dichiarazioni del tutto inutili che servono solo ad accentuare le divisioni interne, fare delle proposte di programma (se ci sono) e rimettersi alle scelte del Presidente della Repubblica?
Tra le opposizioni c’è chi vorrebbe elezioni subito e chi un governo istituzionale,
Io, ad esempio, sto coi secondi, anche perchè aver raccolto un milione e duecentomila firme per cambiare la legge elettorale, e poi dire che bisogna andare a votare comunque con questa, mi pare assurdo e poco rispettoso.
In ogni caso, come dice bene oggi Menichini sul Post, non c’è nulla che si possa fare, ora, per spingere il quadro politico verso una o l’altra delle due direzioni.
Allora, dico, non sarebbe meglio, per il Pd, invece di rilasciare dichiarazioni del tutto inutili che servono solo ad accentuare le divisioni interne, fare delle proposte di programma (se ci sono) e rimettersi alle scelte del Presidente della Repubblica?
giovedì 20 ottobre 2011
Milano, il brutto che avanza - Policlinico

Avevo già fatto un post un annetto fa sulla schifezza in costruzione in via Francesco Sforza.
Ora l'edificio si sta completando, i vuoti dello scheletro di ferro sono riempiti dai pannelli prefabbricati, e il tutto sembra ancor più brutto di quanto mi aspettassi.
martedì 18 ottobre 2011
Depressione politica
Sono un po’ stufo.
La situazione nella politica del Palazzo è in stallo totale (come in questa immagine).
A questo si aggiunge la beffa della fiducia della scorsa settimana.
Il movimento planetario degli indignati apre ad una speranza di cambiamento e rieccoci in pieno clima anni ’70. Unico paese al mondo a sputtanare un movimento globale.
Il rimedio proposto da Di Pietro, leader populista e di destra della sinistra italiana, è il ritorno alla legge Reale!
Il panorama politico è davvero sconfortante.
Anche in questa situazione pietosa ho apprezzato la reazione civile dei manifestanti di Roma, le tante belle parole spese, da Adriano Sofri a Gad Lerner, e molti altri.
La testimonianza più bella che ho letto è quella di Marina Petrillo. La trovate qui.
Ma ad oggi non è sufficiente a compensare lo sconforto.
Passerà.
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